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I Nobili al MISE: fronte unito contro lo sconto in fattura

Si è tenuto al Ministero dello Sviluppo economico il Tavolo Tecnico di riflessione sull’articolo 10 e lo sconto in fattura. (Quasi) Tutte le Federazioni e le associazioni contro. Spiragli di apertura

L’ articolo 10 del Decreto Crescita è stato oggetto di una approfondita discussione al Tavolo Tecnico del Ministero dello Sviluppo economico (vedi news) voluto dal ministro Patuanelli alla luce delle tante proteste e in vista di una eventuale revisione del provvedimento che scadrà a fine anno. Alla riunione erano presenti tutte le associazioni di categoria e, per il Governo, il capo della segreteria tecnica del Ministro il dott. Daniel De Vito, oltre che un rappresentante del Ministero dell’Economia e Finanze. Al Tavolo tecnico erano stati invitati Enea, Cna, Confartigianato, FederlegnoArredo, Anfit, Assites, Finco, Unicmi, Casartigiani, Confcommercio, Confesercenti e Confindustria. Altre Associazioni, specie del giro energetico, si sono accodate.

I rappresentanti ministeriali hanno mostrato una grande disponibilità ad ascoltare le associazioni, le loro critiche ed eventuali proposte migliorative, e soprattutto hanno riconosciuto apertamente che il problema esiste, che l’articolo 10 mette in grave difficoltà le piccole aziende così numerose in un settore così frammentato come quello del serramento mentre favorisce i grandi gruppi stranieri.

In maniera chiara e netta l’abrogazione dell’ articolo 10 è stata richiesta da parte di Anfit, Assites, Casartigiani, CNA, Confcommercio, Confartigianato, FederlegnoArredo, Finco e Unicmi mentre Confindustria ha ammesso (sic!) di non avere un’idea in merito in quanto al proprio interno vi sono opinioni contrastanti. Comprensibilmente favorevoli all’ articolo 10 invece i rappresentanti delle Esco per le quali, notiamo, la cessione del credito è solo grasso che cola. Alla fine i ministeriali hanno dovuto incassare il no quasi totale. Qualche segnale di apertura per il futuro è stato manifestato e potrebbero esserci delle controproposte. Le conclusioni vere le potremmo affidare alle parole di De Vito: “Se avessimo fatto questa riunione un anno fa, non ci saremmo trovati qui, a cercare di trovare delle vie di uscita”.

Per Finco era presenti il direttore generale Angelo Artale, e i rappresentanti di Anfit – la presidente Laura Michelini, e gli industriali Riccardo Figliolia e Francesco Mangione – e di Assites, nelle persone del presidente Fabio Gasparini e di Corrado Olivieri. Figliolia così riflette a fine della riunione: “Ai rappresentanti ministeriali abbiamo evidenziato che le aziende del settore in genere non hanno strutture in grado di gestire i carichi burocratici, fiscali e finanziari che lo sconto in fattura impone. Non parliamo, poi, degli artigiani. Abbiamo messo in luce che la detrazione del 65% andava bene per tutti – clienti, produttori e Stato – ma insipientemente il governo di allora ce la ribassò al 50%. Forse una soluzione potrebbe essere una cessione del credito a più livelli (ora si ferma al secondo livello) o una sua cessione a soggetti finanziari come Medio Credito Centrale, Cassa Depositi e Prestiti e altri”.

Presente anche Pietro Gimelli, direttore generale di Unicmi che così considera quanto successo al Tavolo Tecnico: “Quasi tutte le Federazioni e Associazioni si sono pronunciate contro. Nessuno peraltro aveva delle vere ipotesi alternative in tasca. Credo che i rappresentanti ministeriali abbiano colto molto bene il messaggio giunto dal 90% del settore: ovvero fanno prima ad eliminare l’articolo 10, ovvero a non prorogarlo. Con calma si potrebbe riflettere su altre ipotesi. Ad esempio, su come non gettare via la cessione del credito che era l’unica cosa buona dell’articolo e a limitare gli interventi quelli di 1° livello. Sono ipotesi che abbiamo già avanzato. Per il resto è no su tutta la linea”.

Sebastiano Cerullo, direttore generale di FederlegnoArredo, annota su Linkedin: “Ho portato la posizione di abrogazione dell’articolo 10 come unica soluzione per salvaguardare delle imprese della filiera legno interessate da questo dispositivo. L’abrogazione è la posizione dominante emersa nella discussione con tutte le altre associazioni presenti intorno a questo tavolo e, quindi, speriamo che venga presa in considerazione dalla politica”.

Non presenti ma informatissimi su quanto succedeva al Tavolo tecnico due produttori di serramenti e esponenti del mondo associativo artigiano.
Così ci dichiara Giovanni Battista Sarnico, presidente nazionale Federazione LegnoArredo di Confartigianato: “I nostri rappresentanti hanno espresso un chiaro no all’ articolo 10. La posizione è la stessa da noi espressa alla X Commissione Industria del Senato e confermata ieri dalla Direzione nazionale della Federazione. I nostri artigiani sono piccole aziende e non hanno le strutture in grado di gestire il carico burocratico e neanche il carico fiscale e finanziario che impone lo sconto in fattura”.
Una posizione condivisa perfettamente da Mauro Sellari, serramentista e presidente Unione Produzione CNA Toscana che però aggiunge un piccolo spiraglio di apertura e di speranza: “I rappresentanti del governo si sono impegnati a fare una valutazione per inserire le variazioni nella prossima legge di stabilità e per la prima volta un cauto ottimismo è stato espresso dai nostri rappresentanti presenti all’incontro. Comunque, finché non leggeremo nero su bianco quello che il governo si è impegnato a fare, manterremo alta la guardia, continuando nelle nostre azioni intraprese fino ad oggi”.

Una nota marginale. A fine riunione i rappresentanti di Enea, Bertini e Clementi, hanno sollevato il problema del prezzo al metro quadro dei serramenti che potrebbe venir inserito in un prossimo Decreto Edifici, una sorta di mina vagante tra i Ministeri che già abbiamo definito a suo tempo decreto ammazzadetrazioni. Hanno ricevuto una ferma risposta da parte del direttore di Finco Angelo Artale. Dimenticato da oltre un anno, il tema del “prezzo massimo al metro quadro” ritornerà presto come incubo sul mondo del serramento e prenderà il posto dell’ articolo 10.

Che dire a Enea che ogni tanto ritorna in merito per impedire, a suo dire, abusi? In dodici anni di Ecobonus, Enea ha accumulato un fantastico database di prezzi al metro per ogni regione e provincia d’Italia e sa benissimo quanto costano mediamente i serramenti a risparmio energetico a Bolzano, Roma e Palermo. Se, poi, qualcuno si inventasse, e questo può succedere nel nostro paese, dei prezzi stratosferici per i serramenti da ecobonus, basterebbe inserire nel software di Enea che accoglie le domande di detrazione un paio di linee di coding che avvisano immediatamente dell’anomalia la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Entrate. Non c’è bisogno di nuovi Decreti.

Ex post, qui l’intervento di Fabio Gasparini, presidente di Assites, su quanto emerso al Tavolo tecnico.

FONTE: GUIDAFINESTRA.IT


Un incontro d’eccellenza. Kömmerling incontra I Nobili.

Il 25 settembre 2019 abbiamo accolto, presso la nuova sede de I Nobili, i responsabili della Kömmerling. Ci hanno fatto visita il Dr. Peter Mrosik, titolare, il Dr. Frederik Declercq, A.D., Michele Pintarelli e Ermakowa Elena, Dir. commerciale per il mercato russo.

La Kömmerling è tra i leader mondiali nel settore dei profili in PVC. Una società fondata da Karl Kömmerling nel 1897 che produce e distribuisce in circa 50 Paesi in tutto il mondo.

È partner commerciale de I Nobili con cui condivide la mission di eccellenza.

Eccellenza sta per conformità ai valori come: organizzazione, innovazione, efficienza, lavoro di squadra, logistica e formazione. Solo il meglio può garantire risultati al nostro lavoro. L’incontro è il frutto della condivisione di un concetto di impresa che si basa sulla organizzazione, qualità produttiva e logistica, ma anche e soprattutto sul rapporto umano.

Il titolare della Kömmerling ha espresso numerosi apprezzamenti per la nostra azienda che non rinuncia alla scelta del meglio, rafforzando una relazione già solida.


NUOVI VANTAGGI PER LA LINEA IN PVC CAVALIERE

QUALITÀ E CONVENIENZA: IL SUCCESSO DEI PRODOTTI I NOBILI.

I più importanti traguardi raggiunti sono quelli che offrono un concreto vantaggio a coloro che scelgono la completezza dei nostri prodotti.

OGNI META È UN NUOVO INIZIO.

Siamo convinti che un traguardo è tanto più nobile quanto più si trasforma in un imprescindibile punto di partenza. L’evoluzione dell’azienda in termini di spazi, processi, efficienza e produttività ci consente oggi di proporre prodotti notevolmente competitivi, e con la stessa qualità di sempre. Segno del nostro impegno a dare sempre qualcosa in più.

LA COMPETITIVITÀ DELLA LINEA IN PVC CAVALIERE.

Nell’ambito di un continuo impegno nell’ottimizzazione dei processi produttivi, i prodotti della linea Cavaliere sono i più competitivi. Ciò che si traduce in un’ottima opportunità di risparmio per i nostri clienti finali. Cavaliere è la linea di infissi e serramenti in PVC firmata I Nobili che garantisce soluzioni resistenti, versatili, dall’elevata capacità di isolamento termico, senza trascurare i più fini dettagli in tema di stile e design. Sono inoltre riciclabili, resistenti al fuoco e di facile manutenzione. Per una economicità ai massimi livelli di mercato che fa della linea Cavaliere in PVC il nostro fiore all’occhiello.

LA QUALITÀ DI SEMPRE A UN PREZZO MOLTO COMPETITIVO.

È così che ai già ricchi contenuti in termini di performance, isolamento termico/acustico, rispetto per l’ambiente e cura estetica delle linee e delle forme, ai prodotti in PVC della linea Cavaliere de I Nobili si aggiungono e crescono di continuo nuove prerogative di economicità e convenienza.

VAI ALLA SCHEDA TECNICA

L’EVOLUZIONE DE I NOBILI

NEL SEGNO DELL’EFFICIENZA.

Il marchio I Nobili si è consolidato negli anni intorno alla ricerca della massima efficienza. Un principio, questo, che non è di per sé immutabile ma che per sua natura si evolve continuamente, si trasforma. Starne al passo vuol dire aggiungere ogni volta riflessioni, investimenti e naturalmente sempre nuovi spazi.

È infatti nel segno di questo principio inderogabile che siamo lieti di annunciare l’ampliamento della struttura aziendale de I Nobili: 12.000 m2 tra opificio e uffici con 4 linee di produzione: PVC bianco, PVC rivestito, serramenti Misti e Sistemi Oscuranti.

L’ATTIVITÀ AZIENDALE È OGGI A PIENO REGIME.

Abbiamo così centrato un obiettivo ambizioso, che ha richiesto energie e risorse e che ci ha visti impegnati in una fase di riorganizzazione da settembre 2018 a gennaio 2019. Da oggi tutti i contenuti di efficienza, qualità e innovazione di cui da sempre ci facciamo portatori, trovano una nuova e più ampia sede.

PIÙ EFFICIENZA, RIDOTTI TEMPI DI CONSEGNA.

È un’evoluzione dell’azienda che si traduce in enormi vantaggi per i clienti. Primo fra tutti la riduzione dei tempi di consegna: solo 4 settimane per PVC standard, nelle colorazioni di categoria A e B.
“Ciò nell’ottica” – fa sapere Riccardo Figliolia, amministratore de I Nobili – “di soddisfare le esigenze dei clienti che affrontano quotidianamente tempi di progettazione e realizzazione sempre più stretti”.

Ancora più efficienza è inoltre garantita da impianti di ultima generazione, da professionisti competenti e preparati, da un ciclo produttivo automatizzato e da una perfetta gestione del magazzino per lo stoccaggio del prodotto finito.

L’IMPULSO ALLA CRESCITA CONTINUA.

Si è conclusa dunque una fase necessaria, apportatrice di una somma di prerogative destinate a imprimere ancora più forza a I Nobili. Un nome che ha fatto dell’eccellenza un imprescindibile e mutabile punto di partenza.

PUNTI DI FORZA

nuova struttura aziendale
di 12.000 m2 circa
attrezzature e impianti di ultima generazione
4 linee di produzione
2 PVC (di cui 1 completamente nuova), 1 Misto e 1 Sistemi Oscuranti
tempi di consegna ridotti del 30%
4 settimane per il PVC standard nelle colorazioni di categoria A e B
magazzino prodotto finito più ampio
piano di carico settimanale


Ristrutturare casa, le detrazioni fiscali per il 2019

Ancora un anno di tempo per bonus ristrutturazioni, bonus mobili, ecobonus e bonus verde. Scadenza nel 2021 per il sismabonus

Anche per il 2019 chi intraprende lavori di ristrutturazione (con acquisto di mobili), riqualificazione energetica, adeguamento sismico e sistemazione delle aree a verde potrà contare sulle detrazioni fiscali legate alla casa.
Infatti, la Legge di Bilancio 2019 proroga gli incentivi per la casa a tutto il 2019 senza modifiche sostanziali rispetto al 2018.

Bonus ristrutturazioni 2019 e bonus mobili 2019

La Legge di Bilancio 2019 prevede la proroga al 31 dicembre 2019 della detrazione del 50%, con un limite massimo di 96000 euro per unità immobiliare, per gli interventi di ristrutturazione delle abitazioni e delle parti comuni degli edifici condominiali. Chi ristruttura il proprio immobile può usufruire ancora per un anno una detrazione Irpef del 50%, con un tetto di 10mila euro per unità immobiliare, per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione.

Dallo scorso novembre, coloro che effettuano interventi edilizi e tecnologici che beneficiano del bonus ristrutturazioni ma comportano anche risparmio energetico e/o utilizzo delle fonti rinnovabili, dovranno trasmettere i dati dell’intervento all’Enea entro il termine di 90 giorni a partire dalla data di ultimazione dei lavori o del collaudo. L’obbligo di invio dei dati all’Enea riguarda anche gli elettrodomestici; è necessario, infatti, inviare i dati relativi alla classe energetica e alla potenza elettrica assorbita da forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici.

Ecobonus 2019: proroga dei bonus 50% e 65%

Il provvedimento prevede la proroga al 31 dicembre 2019 dell’ecobonus per gli interventi di efficientamento energetico, sia di quelli detraibili al 65% che di quelli per i quali già dal 1° gennaio 2018 l’aliquota è scesa dal 65 al 50%. Ricordiamo che è prevista la detrazione 65% per: installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda; sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore; sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione almeno in classe A con sistemi di termoregolazione evoluti; sostituzione di impianti esistenti con micro-cogeneratori; l’acquisto e l’installazione di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti.

La detrazione al 50% riguarda le spese relative a: acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi; acquisto e posa in opera di schermature solari; sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a biomassa e caldaie a condensazione in classe A; acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

Bonus Verde 2019: detrazione al 36% per giardini e terrazzi

Proroga al 2019 anche per il bonus verde, cioè la detrazione fiscale dall’Irpef del 36% delle spese sostenute per gli interventi di sistemazione a verde delle aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze e recinzioni, nonché la realizzazione di impianti di irrigazione e pozzi. Tra le spese detraibili sono incluse quelle per la progettazione e la manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi.

Sismabonus fino al 2021

Nessuna modifica o novità per il sismabonus che scade, come già previsto, il 31 dicembre 2021. Con il sismabonus è possibile detrarre, dall’Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) o dall’Imposta sul reddito delle società (IRES), le spese, in percentuale variabile in relazione alla classe di rischio sismico raggiunta in seguito ai lavori, per gli interventi di messa in sicurezza antisismica degli edifici situati in zona sismica 1, 2 e 3 (ex opcm 3274/2003).

Nelle singole unità immobiliari, a destinazione sia residenziale sia produttiva, si parte da una detrazione fiscale pari al 50% delle spese sostenute e si può arrivare: – al 70% se l’intervento determina il passaggio ad una classe di rischio inferiore – all’80% se l’intervento determina il passaggio a due classi di rischio inferiori. Il tetto di spesa su cui calcolare la detrazione è pari a 96000 euro. Negli edifici condominiali, si parte dalla detrazione fiscale pari al 50% delle spese sostenute e si può salire: – al 75% se l’intervento determina il passaggio ad una classe di rischio inferiore – all’85% se l’intervento determina il passaggio a due classi di rischio inferiori.

Fonte: Edilportale


Guida Houzz: Tapparelle o Persiane? Come Fare la Giusta Scelta

7 fattori da valutare per capire qual è la soluzione più adatta per te e la tua casa

Prima di decidere cosa sia più adatto a te o alla tua casa, è bene individuare pregi, difetti e caratteristiche dell’una o dell’altra scelta. Per aiutarti a trovare la soluzione più adatta per te, è bene valutare alcuni fattori.

1. L’estetica

Le persiane di solito piacciono molto di più delle tapparelle. Sono più graziose e rendono l’abitazione più calda e accogliente, complici i tanti modelli in legno. Sono fissate all’esterno e, a tende chiuse, non puoi vederle. Le tapparelle sono fissate internamente. I modelli classici sono dotati di un cassonetto a vista: fastidioso a vedersi e poco pratico per la manutenzione, se non è ben coibentato può causare anche dispersione termica. Quelli più moderni, invece, hanno una soluzione a scomparsa che risolve questo problema di tipo estetico: un sistema integrato nella parete permette di avvolgere la tapparella e di nasconderla. Grazie a uno sportello a filo muro, il cassonetto rimane ispezionabile ed è possibile intervenire qualora vi fossero dei problemi di mal funzionamento. Questa soluzione elimina il cassonetto interno, ma richiede un intervento strutturale più importante.

2. Regolazione della luce

Le tapparelle proteggono meglio dalla luce e dal calore del sole nelle stagioni calde. Ombreggiando le stanze, l’abitazione sarà più fresca. Anche le persiane sono generalmente dotate di un meccanismo che permette di orientare le lamelle, garantendo protezione dalla luce, dal freddo e dal caldo.

3. Il problema spazio

Le tapparelle sono una scelta quasi obbligata se non hai abbastanza spazio per aprire le persiane lateralmente. Non esiste una misura standard di una persiana. Puoi scegliere tra tantissimi modelli, a una, due o anche a tre ante in funzione delle caratteristiche delle tue finestre. Se hai particolari necessità, puoi rivolgerti a un professionista e farle realizzare su misura. La persiana classica è a battente. Vi sono, però, altre soluzioni interessanti se hai problemi di spazio. Oltre all’apertura frontale, vi sono i modelli a libro e scorrevoli. Quest’ultimo è particolarmente indicato con finestre molto ampie e lunghe, dove la persiana classica rischierebbe di rovinarsi perché troppo pesante. Puoi scegliere anche persiane a scomparsa: scorrono dentro il muro e, una volta aperte, non vedi più niente.

4. La sicurezza

Per proteggerti e godere di un maggior senso di sicurezza, puoi optare per persiane blindate: sono in metallo, dotate di sistemi anti-scardinamento che rendono cerniere, chiusure e telai più sicuri. I modelli più recenti sono disponibili anche in diverse tonalità di colore. Puoi scegliere, per esempio, la persiana blindata effetto legno: dall’esterno, sembrerà un modello classico. Anche le tapparelle possono essere antieffrazione: sono modelli integrati con sistemi di sicurezza in ferro o in acciaio. Se vivi al piano terra, è sempre meglio preferire tapparelle in acciaio o alluminio perché sono più sicure.

5. Protezione dagli agenti atmosferici

La persiana ha anche la funzione di proteggere gli infissi e le finestre da pioggia e grandine. Con le tapparelle, rischiano di deteriorarsi più facilmente. Le tapparelle in Pvc sono più resistenti e indicate rispetto a quelle in legno (se preferisci il legno, è necessario che venga trattato), ma hanno minori proprietà isolanti.

6. La tecnologia

Per una maggiore praticità, puoi scegliere tapparelle elettriche con avvolgimento automatico. Una soluzione obbligata se installi un sistema domotico: oltre all’illuminazione, all’allarme, all’oscuramento dei vetri, puoi impostare anche l’apertura o la chiusura delle tapparelle a distanza. Oggi, però, è possibile anche automatizzare le persiane, integrando un motore sulle ante (da preferire sulle persiane a una o massimo due ante o sui modelli a scorrimento). Questo ti permette di non aprire le finestre e di non sporgerti all’esterno ogniqualvolta vorrai aprire o chiudere le persiane.

7. Il colore

Puoi scegliere persiane colorate. Blu elettriche su un muro bianco sono ideali per la tua casa al mare; meglio le tonalità dei verdi e dei marroni in montagna per creare equilibrio con l’ambiente circostante. In città, invece, è consigliabile optare per un colore in tinta con le pareti esterne e con i serramenti per un risultato più armonioso. Proprio per questo motivo, se vivi in un condominio ricorda che non potrai scegliere un modello o un colore diverso da quello dei tuoi vicini. Vi sono anche tapparelle colorate in commercio, anche se sono meno comuni. In genere, chi sceglie questa soluzione, preferisce modelli nelle tonalità più delicate del grigio.

Fonte: Houzz


Bonus casa, la Manovra proroga al 2019. Di Maio: "allo studio un’ulteriore proroga"

Il Ministro dello Sviluppo economico annuncia modifiche in Parlamento e la revisione del sistema di detrazioni

25/10/2018 – Nella bozza della Legge di Bilancio 2019 c’è la proroga di un anno per tutte le detrazioni per la casa (bonus ristrutturazioni, bonus mobili, ecobonus e bonus verde). Ma l’ecobonus potrebbe godere di una proroga più lunga: ieri, infatti, nel corso del question time alla Camera, il Ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ha annunciato di essere al lavoro per prolungarne l’orizzonte temporale.

Ecobonus: Di Maio promette un’ulteriore proroga

L’annuncio del Ministro arriva in risposta all’interrogazione firmata dai deputati Rossella Muroni, Roberto Speranza e Federico Fornaro che hanno chiesto spiegazioni circa la proroga annuale dell’ecobonus, giudicata incoerente rispetto alla ‘promessa stabilizzazione’ fatta dagli esponenti delle forze politiche di Governo.

Il Ministro Di Maio ha risposto che il MISE, dopo aver predisposto la proroga annuale della misura, “sta lavorando per una possibile ulteriore proroga da apportare in Parlamento, nella convinzione che un orizzonte temporale più lungo possa stimolare il settore delle costruzioni e i settori produttivi interessati a mettere in campo un’offerta più strutturata”.

Per il Ministro, infatti, “un orizzonte di medio termine potrà incidere in positivo sul tasso annuale di richieste, favorendo una migliore programmazione degli interventi e garantendo un miglior risultato anche in termini di efficienza energetica generata”.

Infine, Di Maio ha anticipato l’avvio di “un’interlocuzione con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per rivedere in maniera organica il sistema di detrazioni attuali nell’ottica di premiare maggiormente gli interventi ad efficienza più virtuosi, anche in vista degli obiettivi europei”.

Ecobonus: al lavoro per nuovi criteri

Non è chiaro se la modifica dei requisiti di accesso all’ecobonus, annunciata da Di Maio, andrà nella direzione delineata dalla bozza di DM diffusa nel luglio scorso che ipotizza dei massimali specifici di costo per singola tipologia di intervento. Si tratta di una spesa onnicomprensiva, i costi indicati nella tabella riassuntiva sono comprensivi di Iva, prestazioni professionali e opere complementari relativi all’installazione e alla messa in opera.

Ad esempio, con i nuovi massimali di costo, per la sostituzione di una finestra in zona climatica A, B o C, sarà ammessa alla detrazione una spesa fino a 350 euro al metro quadro (450 euro per le zone climatiche D, E ed F). Se il costo dei lavori supera i 350 euro a metro quadro, la parte eccedente non sarà conteggiata ai fini della detrazione. La bozza di DM risale a diversi mesi fa; l’attuale Governo, però, non si è espresso in maniera esplicita sul provvedimento. Bisognerà, quindi, aspettare per capire se i contenuti della bozza verranno recepiti o se saranno modificati, accogliendo le istanze degli operatori del settore.

L’Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche dell’Involucro e dei serramenti (UNICMI), pur apprezzando la proroga annuale che “sgombra dal campo la ventilata possibilità di abolire le detrazioni, restituendo un minimo di certezze all’intero sistema industriale italiano dei serramenti” ha annunciato che si attiverà per condizionare i contenuti dei decreti attuativi che disciplineranno la pratica delle detrazioni nel 2019.

Unicmi, “attraverso una capillare opera di sensibilizzazione dei Ministeri competenti, cercherà di scongiurare l’introduzione degli elementi gravemente distorsivi (come l’indicazione di un prezzo massimo dei serramenti) contemplati dalla bozza di DM (previsto per il 2018 ma mai emanato) che rischierebbero di premiare esclusivamente prodotti di scarsa qualità provenienti dall’estero. Caldeggerà, invece, l’introduzione di regole certe che valorizzino la corretta posa in opera dei serramenti negli interventi disciplinati dalle detrazioni”.

Ecobonus, bonus ristrutturazioni, bonus mobili e bonus verde: proroga al 2019

La bozza della Legge di Bilancio 2019 prevede la proroga al 31 dicembre 2019 del bonus ristrutturazione 50% e del bonus del 50% per mobili ed elettrodomestici di classe energetica elevata finalizzati all’arredo degli immobili oggetto di ristrutturazione. Proroga di un anno anche per l’ecobonus per gli interventi di efficientamento energetico, sia di quelli detraibili al 65% che di quelli per i quali già dal 1° gennaio 2018 l’aliquota è scesa dal 65 al 50%. Anche per il 2019, quindi, gli interventi che continueranno ad usufruire della detrazione 65% sono:

  • installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda;
  • sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione di efficienza pari alla classe A e contestuale installazione di sistemi di termoregolazione evoluti;
  • l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di 100 mila euro, a condizione che l’intervento porti a un risparmio di energia primaria pari al 20%;
  • l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento, acqua calda e climatizzazione.

La detrazione è al 50% è prevista per le spese relative a:

  • acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi;
  • acquisto e posa in opera di schermature solari;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a biomassa e caldaie a condensazione con efficienza pari alla classe A di prodotto prevista dal Regolamento delegato (VE) N. 811/2013;
  • acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, fino a un valore massimo della detrazione di 30mila euro.

Proroga al 2019 anche per il bonus verde che prevede una detrazione del 36% per gli interventi di sistemazione a verde di giardini e terrazzi.
La bozza della Manovra 2019 non parla del sismabonus che, senza necessità di proroghe, continua a funzionare con le stesse regole fino al 31 dicembre 2021.

Fonte: Edilportale


Presentato il Marchio Posa Qualità Serramenti

Sabato 12 maggio Expo Consumatori 4.0, organizzato da Assoutenti e Rete Consumatori Italia, nell’ambito del Forum “Per una casa sicura” ha ospitato la presentazione del Marchio Posa Qualità Serramenti.

Il Forum “Per una casa sicura”, moderato da Alessandro Rocchi, dopo una prima parte dedicata all’acquisto consapevole e critico di un immobile che ha visto protagonisti Mario Condò De Satriano, Vicepresidente Vicario di FIAIP, Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali e Chiara Mingardi del Consiglio Nazionale del Notariato, ha affrontato le tematiche delle ristrutturazioni, dell’efficientamento energetico e della messa in sicurezza sismica dei condomini e degli appartamenti e delle relative detrazioni fiscali, coinvolgendo Edoardo Riccio, Coordinatore Giuridico Centro Studi Nazionale ANACI Associazione Nazionale Amministratori Condomini, Giorgio Spaziani Testa, Presidente di Confedilizia, Lorenzo Benoni, responsabile Casa di Assoutenti – Rete Consumatori Italia e Pietro Gimelli, direttore generale di Unicmi, che ha confermato l’impegno di tutte le Associazioni nella diffusione delle informazioni ai consumatori sulle opportunità offerte dalle detrazioni fiscali.

Nel suo intervento, Gimelli, a nome di Anfit, CNA, Confartigianato, Consorzio LegnoLegno, FederlegnoArredo, Pvc Forum Italia e Unicmi, ha sottolineato l’importanza di un tavolo di confronto permanente fra industria, Associazioni di Consumatori, Proprietà Edilizia e Amministratori di Condominio, dove sia messa al centro la garanzia della qualità. In questo quadro, il Marchio Posa Qualità Serramenti, condiviso dall’intera filiera italiana dei serramenti, legno, alluminio, pvc, rappresenta lo strumento, attraverso il quale, il consumatore italiano potrà scegliere il serramento più corretto, usufruendo di una installazione garantita e contando su un’assicurazione per dieci anni. In pratica: “Hai comprato un serramento con determinate caratteristiche? Se non le rispetta te lo cambiamo senza problemi”.

Rete Consumatori Italia, attraverso il sito www.expoconsumatori.it e le newsletter, comunicherà ad un’ampia platea di famiglie italiane le opportunità offerte dal Marchio Posa Qualità Serramenti per un acquisto consapevole e garantito.

Fonte : Guida Edilizia


Riqualificazione energetica, finestre e cappotto gli interventi più gettonati

Report Enea su ecobonus ed efficienza energetica: nel 2014-2017 sostituiti 2,6 milioni di serramenti e realizzati 70mila lavori sull’involucro

Grazie all’ecobonus le famiglie italiane hanno investito nel 2017 oltre 3,7 miliardi di euro per realizzare circa 420 mila interventi di riqualificazione energetica. Il dato arriva dal Rapporto sulle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio di ENEA presentato ieri a Roma, che illustra gli investimenti stimolati dall’ecobonus. Nel quadriennio 2014-2017 sono stati realizzati 1,5 milioni di interventi: la quota principale, pari ad oltre 6 miliardi di euro, ha riguardato la sostituzione di 2,6 milioni di serramenti, mentre 2,1 miliardi di euro sono stati destinati a circa 70mila interventi sulle pareti orizzontali ed inclinate.

Riqualificazione energetica, il risparmio in termini economici ed energetici

Come mostrato dal 7° Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica dell’ENEA (RAEE) – presentato nella stessa occasione – nel periodo 2014-2017, gli interventi di riqualificazione energetica hanno portato a un risparmio medio sulla bolletta annuale dei consumatori compreso tra i 250 euro del 2014 e i 150 euro del 2017, anche per effetto dei differenti livelli dei prezzi del gas. Di fatto, questi interventi equivalgono a un risparmio medio annuo del 15% sul totale della spesa energetica delle famiglie.

A ciò si aggiunge anche un risparmio di circa 2 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) derivante dall’emissione di 5,8 milioni di Titoli di Efficienza Energetica, i cosiddetti Certificati Bianchi, di cui 62% nell’industria e il 31% nel civile. Per gli interventi eseguiti nel solo 2017, è stato ottenuto un risparmio di oltre 1.300 GWh/anno, principalmente grazie a due tipologie che presentano il miglior rapporto costo/efficacia, vale a dire la sostituzione di serramenti (circa il 40% del risparmio) e la coibentazione di solai e pareti (oltre il 25%).

In generale, tutte le misure adottate nel settore dell’efficientamento dal 2011 al 2017 hanno generato complessivamente risparmi energetici per 8 Mtep/anno di energia finale, pari a due miliardi e mezzo di euro risparmiati per minori importazioni di gas naturale e petrolio e a circa 19 milioni di tonnellate di CO2 in meno rilasciate in atmosfera. Tali risparmi equivalgono al 52% dell’obiettivo al 2020 previsto dal Piano d’Azione Nazionale per l’Efficienza Energetica (PAEE) e dalla Strategia Energetica Nazionale (SEN) e derivano per circa il 37% dai Certificati Bianchi e per oltre un quarto dalle detrazioni fiscali per interventi di efficientamento energetico.

A livello settoriale, il residenziale ha sostanzialmente raggiunto l’obiettivo atteso al 2020, l’industria è circa a metà del percorso previsto, mentre risultano ancora indietro trasporti e terziario, settore quest’ultimo in cui rientra la PA, che ha potuto contare quest’anno su 62 milioni di euro per interventi di efficientamento nelle proprie strutture tramite il “Conto Termico”. Inoltre, in risposta alla normativa Ue sulla riqualificazione energetica del 3% della superficie degli immobili della PA centrale, nel periodo 2014-2017, risultano conclusi, in fase di realizzazione o programmati interventi su oltre 190 immobili, per una superficie utile complessiva di circa 1,9 milioni di mq. Dopo la presentazione di ieri alla Camera dei Deputati, il RAEE sarà illustrato anche all’Europarlamento di Bruxelles il prossimo 10 luglio.

Riqualificazione energetica, il parco immobiliare interessato

Circa l’80% degli investimenti attivati nel 2017 (2,9 miliardi di euro su oltre 3,7 complessivi) riguarda edifici costruiti prima degli anni ‘80. In particolare, circa il 25% delle risorse totali (oltre 920 milioni di euro) è stato destinato ad edifici costruiti negli anni ‘60. Circa il 40% degli investimenti (oltre 1,4 miliardi di euro) ha riguardato una costruzione isolata (villette mono o plurifamiliari), mentre il 35% circa delle risorse (circa 1,3 miliardi di euro) ha interessato interventi su edifici in linea e condomini con più di tre piani fuori terra.

ENEA: ‘l’efficientamento contribuisce al contrasto alla povertà energetica’

“Nuove misure, provvedimenti strutturali e semplificazioni consentiranno di ottenere risultati positivi in materia di efficienza energetica e sicurezza degli edifici superando ostacoli e criticità”, sottolinea il presidente dell’ENEA Federico Testa. “In particolare, strumenti come l’ecobonus, il sismabonus e la cessione del credito fiscale aprono la strada degli incentivi anche a quella fascia di popolazione economicamente vulnerabile, circa un cittadino su dieci, che spesso vive in condomini periferici delle grandi città tutt’altro che efficienti dal punto di vista energetico”, aggiunge Testa.

“ENEA ha già messo in campo una serie di azioni formative e informative per fornire supporto su scala nazionale a tecnici, amministratori e decisori. Grazie poi al coinvolgimento di alcuni grandi operatori del mercato dei servizi energetici si potrà accelerare il percorso per la riqualificazione dei grandi complessi residenziali e degli edifici della Pubblica Amministrazione”, continua Testa.

“Questi interventi di efficientamento hanno ricadute economiche e sociali considerevoli con risultati tangibili nel contrasto alla povertà energetica, fenomeno che in Italia e in Europa affligge milioni di nuclei familiari”, conclude Testa.

Fonte: Edilportale