L’Europa ha approvato la direttiva Case Green (EPBD) per provare a rispettare l’impegno di portare, entro il 2050, gli immobili europei ad avere un tasso di emissioni zero. Volendo riassumerla, la misura prevede che:

  • gli edifici pubblici siano ad emissioni zero già dal 2028
  • almeno il 16% degli immobili con cattive prestazioni energetiche sia rinnovato entro il 2030 ed un ulteriore 26% entro il 2033
  • tutti gli edifici residenziali da realizzarsi a partire dal 2030 siano edificati in ottica di emissioni zero
  • la riduzione dei consumi energetici sia pari al 16% entro il 2030 e pari al 20-22% entro il 2035

Per centrare gli obiettivi di consumo energetico medio del parco immobiliare l’attenzione sarà particolarmente alta per gli interventi di cappotto termico, sostituzione degli infissi, installazione di nuove caldaie a condensazione e di pannelli solari.

Entro la prima metà di Aprile sarà il Consiglio Europeo a convalidare formalmente la direttiva Case Green, che è destinata ad entrare in vigore all’inizio di Maggio. Ogni Stato sarà poi obbligato, entro due anni, a presentare un piano atto a perseguire gli obiettivi stabiliti dalla EPBD.

Stando ai numeri si stima che in Italia la transizione energetica interesserà circa 12 milioni di edifici residenziali, di cui circa 5 milioni in tempi brevi, dati questi che appaiono utopici agli occhi degli addetti ai lavori.

In questo quadro che illustra un futuro prossimo ci si interroga su quali possano essere gli strumenti adottabili per poter rispettare questo grosso impegno (come ad esempio un fondo europeo per la transizione energetica), valutando anche i risultati raggiunti dai Bonus energetici attuati in Italia in questi ultimi anni.

Ci pare utile intanto ricordare di seguito l‘evoluzione nel 2024 delle misure disponibili nel nostro Paese.

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